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Ragazzi2019-05-07T10:16:18+01:00

Non bisogna subire, bisogna cercare soluzioni

Quando si è vittime di bullismo o si conosce qualcuno che subisce atti di bullismo si vorrebbe chiedere aiuto, reagire. Spesso però non si sa a chi rivolgersi, si teme di non essere presi sul serio, di non essere ascoltati o addirittura sminuiti.
Il dolore, la paura, le umiliazioni che derivano dagli atti di bullismo che si subiscono a scuola, nello sport o nel tempo libero
vanno denunciati per quello che sono.
Non bisogna subire passivamente, ma cercare soluzioni e reazioni efficaci e durevoli nel tempo: quindi soluzioni e azioni educative che coinvolgono bulli, vittime e adulti che possono aiutare e mediare il conflitto.
Da soli difficilmente si è in grado di aiutarsi, di accettare anche il pentimento del bullo e possibilmente aiutarlo a cambiare il suo atteggiamento e le sue azioni.

Porta la campagna nella tua scuola

I problemi legati al bullismo non vanno nascosti o sottovalutati e non bisogna credere di potersi aiutare da soli.
Bisogna invece, soprattutto nelle scuole, coinvolgere ragazzi e adulti in azioni educative progettate per rimuovere la cultura della presa in giro, della rivalsa, della rabbia.
Si diventa adulti, ragionevoli e consapevoli solo formandosi e imparando non solo nozioni scolastiche, ma anche umane e di rapporto con gli altri.
Crescere significa accorgersi di ciò che accade attorno a noi e fare quanto possiamo perché tutti abbiano le stesse opportunità.
Difendere i più deboli è doveroso, ma avviene in modo efficace se non avviene solo come reazione, ma con delle azioni culturali durature.

Nome
Cognome
Numero di Telefono
Email

Tipologia

Note aggiuntive

la PrivacyPolicy

Diventare Peer

Diventare Peer significa aiutare i compagni: condividere le nostre esperienze e ciò che abbiamo imparato su come si valorizzano le persone, le situazioni e i conflitti, e anche le cose.
Chi ha imparato a gestire situazioni di sopruso, di conflitto o di rabbia, ha molto da insegnare e può farlo più facilmente con un coetaneo, con un proprio pari. A mediare liti, conflitti e situazioni difficili si impara.
Bisogna formarsi, imparare tecniche e regole di comportamento sociale e di relazione con gli altri.
Il bullismo e le situazioni conflittuali vanno riconosciute, denunciate per la loro gravità, e sanate in modo permanente.

Parla con noi 

Se subisci azioni e situazioni di bullismo e prevaricazione puoi trovare in noi un riferimento per parlare liberamente, essere ascoltato e anche aiutato. Il bullismo, in tutte le sue forme fisiche, psicologiche e legate anche al mondo dei media e del web, non va sottovalutato.
Chi si sente vittima di bullismo deve trovare ascolto, riconoscimento del suo problema e aiuto nella soluzione del problema.
Non bisogna sentirsi colpevoli o nascondere o sminuire quanto ci accade. Se una situazione ci mette a disagio in modo più o meno forte dobbiamo chiedere aiuto per capire cosa sta davvero accadendo e come uscirne.

Centro SoStare

So Stare bene, e sempre, con me stesso e con gli altri? Senza insultare e sminuire oppure sentirmi inferiore? So Stare in modo sereno e pacifico con chi non la pensa come me? So gestire la rabbia e il conflitto in modo adulto, libero, non violento né verbalmente, né con azioni fisiche esagerate?
SoStare aiuta i ragazzi a sentirsi innanzitutto accolti, non giudicati, aiutati a capire la propria personalità e i propri desideri.
Insieme possiamo imparare modalità nuove per la gestione dei conflitti –sia interiori, sia esteriori con gli altri, cioè famigliari, compagni di scuola e amici e imparare a creare una rete di relazioni costruttive in cui stare bene e crescere in modo libero e felice.

CENTRO SOSTARE

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I problemi legati al bullismo non vanno nascosti o sottovalutati e non bisogna credere di potersi aiutare da soli.
Bisogna invece, soprattutto nelle scuole, coinvolgere ragazzi e adulti in azioni educative progettate per rimuovere la cultura della presa in giro, della rivalsa, della rabbia.
Si diventa adulti, ragionevoli e consapevoli solo formandosi e imparando non solo nozioni scolastiche, ma anche umane e di rapporto con gli altri.
Crescere significa accorgersi di ciò che accade attorno a noi e fare quanto possiamo perché tutti abbiano le stesse opportunità.
Difendere i più deboli è doveroso, ma avviene in modo efficace se non avviene solo come reazione, ma con delle azioni culturali durature.

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Diventare Peer significa aiutare i compagni: condividere le nostre esperienze e ciò che abbiamo imparato su come si valorizzano le persone, le situazioni e i conflitti, e anche le cose.
Chi ha imparato a gestire situazioni di sopruso, di conflitto o di rabbia, ha molto da insegnare e può farlo più facilmente con un coetaneo, con un proprio pari. A mediare liti, conflitti e situazioni difficili si impara.
Bisogna formarsi, imparare tecniche e regole di comportamento sociale e di relazione con gli altri.
Il bullismo e le situazioni conflittuali vanno riconosciute, denunciate per la loro gravità, e sanate in modo permanente.

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Se subisci azioni e situazioni di bullismo e prevaricazione puoi trovare in noi un riferimento per parlare liberamente, essere ascoltato e anche aiutato. Il bullismo, in tutte le sue forme fisiche, psicologiche e legate anche al mondo dei media e del web, non va sottovalutato.
Chi si sente vittima di bullismo deve trovare ascolto, riconoscimento del suo problema e aiuto nella soluzione del problema.
Non bisogna sentirsi colpevoli o nascondere o sminuire quanto ci accade. Se una situazione ci mette a disagio in modo più o meno forte dobbiamo chiedere aiuto per capire cosa sta davvero accadendo e come uscirne.

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So Stare bene, e sempre, con me stesso e con gli altri? Senza insultare e sminuire oppure sentirmi inferiore? So Stare in modo sereno e pacifico con chi non la pensa come me? So gestire la rabbia e il conflitto in modo adulto, libero, non violento né verbalmente, né con azioni fisiche esagerate?
SoStare aiuta i ragazzi a sentirsi innanzitutto accolti, non giudicati, aiutati a capire la propria personalità e i propri desideri.
Insieme possiamo imparare modalità nuove per la gestione dei conflitti –sia interiori, sia esteriori con gli altri, cioè famigliari, compagni di scuola e amici e imparare a creare una rete di relazioni costruttive in cui stare bene e crescere in modo libero e felice.

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